Uno studio internazionale coordinato dall’Institut Curie in collaborazione con l’Istituto Pasteur Italia Fondazione Cenci Bolognetti – Università Sapienza di Roma e altri istituti internazionali come il Baylor College of Medicine di Houston, ha identificato un nuovo meccanismo molecolare coinvolto nella crescita del medulloblastoma, il tumore cerebrale maligno più frequente in età pediatrica. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Cancer Cell.
Il medulloblastoma è una patologia caratterizzata da una marcata eterogeneità biologica, che richiede strategie terapeutiche personalizzate. In particolare, i tumori associati a un’elevata attività dell’oncogene MYC risultano spesso resistenti ai trattamenti attualmente disponibili. Comprendere i meccanismi metabolici che ne sostengono la progressione rappresenta quindi un passaggio cruciale per lo sviluppo di nuove terapie più efficaci e meno tossiche.
Lo studio è stato coordinato da Olivier Ayrault (Institut Curie), recentemente entrato a far parte del Collegio dei Docenti del corso di Dottorato in Medicina Molecolare della Sapienza. Il gruppo di ricerca ha analizzato dati clinici e campioni tumorali provenienti da circa 400 pazienti pediatrici affetti da medulloblastoma, costituendo una delle più ampie coorti disponibili a livello internazionale.
«Abbiamo scelto un approccio di ricerca integrato», spiegano Dr. Ayrault and Dr. Basili, primo autore dello studio e titolare di una borsa di studio per l’estero finanziata dall’Istituto Pasteur Italia, «che ci consente di caratterizzare questo tumore nel modo più completo possibile, analizzando non solo il DNA, ma anche l’RNA messaggero, le proteine e i metaboliti presenti nella cellula». Attraverso l’integrazione del più ampio dataset multi-omico finora disponibile nel medulloblastoma, basato su 384 campioni di pazienti, i ricercatori hanno dimostrato che le cellule tumorali accumulano lipidi sotto forma di gocce lipidiche, utilizzate come riserva energetica a supporto della proliferazione e della sopravvivenza cellulare.
I risultati mostrano che, nei medulloblastomi caratterizzati da attivazione di MYC, il blocco della sintesi lipidica non è sufficiente a inibire la crescita tumorale, poiché le cellule neoplastiche sono in grado di compensare attraverso l’importazione di lipidi dall’ambiente extracellulare. Tuttavia, l’inibizione dell’enzima DGAT1, coinvolto nella formazione delle gocce lipidiche, compromette questo meccanismo di adattamento metabolico, determinando una significativa riduzione della crescita tumorale e un miglioramento della sopravvivenza nei modelli sperimentali.
Il lavoro rappresenta inoltre un esempio significativo di collaborazione scientifica internazionale. I co-primi autori dello studio (Dr. Flavia Bernardi e Dr. Irene Basili) sono ex dottorande del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università Sapienza di Roma, che hanno svolto il loro percorso di dottorato nel laboratorio affiliato Pasteur della professoressa Lucia Di Marcotullio, co-autore dello studio.
Nel complesso, i risultati dello studio individuano una nuova vulnerabilità metabolica nei sottotipi più aggressivi di medulloblastoma e pongono le basi per lo sviluppo di strategie terapeutiche mirate, con potenziali ricadute sul miglioramento dell’efficacia dei trattamenti e sulla riduzione degli effetti collaterali nei pazienti pediatrici.
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