Carcinoma sieroso ovarico

Individuata una nuova strategia per potenziare l’immunoterapia

Il carcinoma sieroso ovarico è un tumore particolarmente aggressivo, caratterizzato da frequenti recidive e resistenza alle terapie. Il suo microambiente è spesso ricco di fibre di collagene, che ostacolano l’ingresso delle cellule immunitarie e limitano la risposta antitumorale.

 

La ricerca, coordinata dalla Prof.ssa Tuosto dell’Università Sapienza e supportata dall’Istituto Pasteur Italia, si è basata su una strategia a doppio bersaglio: intervenire sul microambiente tumorale, agendo sul rimodellamento della matrice extracellulare e stimolare contemporaneamente il sistema immunitario attraverso l’attivazione dei linfociti T, con l’obiettivo di potenziare la risposta antitumorale.

 

Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale BMC Medicine, ha dimostrato che il blocco di discoidin domain receptor 2 (DDR2), un recettore coinvolto nella risposta cellulare al collagene, può modificare la matrice tumorale, contrastando la barriera fisica che ostacola l’infiltrazione delle cellule immunitarie, e favorire il reclutamento e l’attivazione dei linfociti T contro le cellule tumorali.

 

Inoltre, la combinazione dell’inibizione di DDR2 con anticorpi bispecifici (BsAb) diretti contro CD28 e mucin 1 (MUC1) potenzia significativamente l’attività antitumorale dei linfociti T, promuovendone l’attivazione mirata contro le cellule tumorali.

 

Questi risultati, ottenuti in modelli cellulari e 3D, aprono nuove prospettive per lo sviluppo di strategie di immunoterapia nel carcinoma ovarico, attraverso la combinazione di interventi sul microambiente tumorale e sul sistema immunitario.

 

Articolo disponibile al link: https://doi.org/10.1186/s12916-026-05183-2

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